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ENNA: SALINELLA, ZIMPALIO E MISTERI PASQUASIACI
Scorie nucleari italiane in cerca di casa. A Enna?
Angelo Severino

Enna, 28 nov. - Il consiglio dei ministri ha cancellato ieri il comune di Scanzano Ionico dal decreto che lo vedeva come il sito ideale per il deposito unico in Italia di scorie nucleari. L'ipotesi che in Sicilia sarebbe stata già individuata una rosa di tre siti da cui scegliere il luogo idoneo in sostituzione a Scanzano, ha suscitato nell'Isola fin dal pomeriggio di ieri una certa preoccupazione e già i sindaci dei quattro comuni siciliani interessati si preparano per dare battaglia al governo nazionale nel caso in cui si scegliesse proprio uno di questi.

Tra i siti ideali siciliani, di cui non sappiamo però con quali criteri siano stati scelti, ci sarebbero quelli dell'ex miniera della Salinella (sotto Enna), di una cava di zolfo abbandonata (fra i comuni di Assoro e Agira) e di quello ubicato nel territorio di Resuttano in provincia di Caltanissetta. A dichiararlo sarebbe stato Sergio D'Offizi, responsabile Area Territorio e Ambiente della Sogin, la società per la gestione d'impianti nucleari, in quanto non sarebbe possibile lasciare i rifiuti nei depositi temporanei che non sono sufficientemente sicuri e non progettati per questo scopo.

Le scorie, di cui tanto si sta discutendo in questi giorni, trattasi di rifiuti radioattivi a bassa e media attività prodotti ed esistenti in Italia. Il problema non interessa, in questo momento, le scorie radioattive a media e lunga durata prodotte dalla Francia e per le quali la destinazione finale sembra essere stata già programmata in tempi non sospetti.

«Se per ottenere un qualcosa che ci appartiene - dichiara l'assessore provinciale al territorio, Salvatore Termine - occorre in Italia agire come giustamente hanno fatto i cittadini di Scanzano, noi saremo allora pronti anche a procedere in maniera ancora più determinata di loro e in maniera anche più eclatante attraverso una mobilitazione regionale che partirebbe proprio da qui, da Enna. Comunque, fino a questo momento - continua Termine - non ci è pervenuto nessuna comunicazione ufficiale e tutto quello che sappiamo sono notizie frammentarie che apprendiamo soltanto dalla stampa».

Una fra le tre probabili aree individuate in Sicilia dalla Sogin ci sarebbe l'utilizzo l'ex miniera di zolfo della Salinella. La cava si trova non molto distante da Enna Bassa, a poco più di quattro chilometri dall'università, in prossimità dello scorrimento veloce Enna-Caltanissetta e proprio in una zona residenziale abitata da molti big della politica ennese.

«Sarebbe una scelta infelice quella ricadente sulla Salinella - ci dice Termine - anche perché nelle vicinanze vi è la sede universitaria che è la meta di tanti ragazzi provenienti da ogni parte della Sicilia. Prima di creare pericolosi allarmismi, sarebbe opportuno che qualcuno, che vorrebbe decidere per noi, ci consultasse e ci informasse a riguardo».

Ma vediamo cosa pensano i tre sindaci dei tre comuni dell'Ennese interessati. Il sindaco di Enna, Rino Ardica, aveva già manifestato il proprio dissenso avvertendo che si sarebbe incatenato per protesta. Ieri mattina abbiamo sentito l'assessore comunale all'agricoltura, Vincenzo Sgroi, il quale ci ha riferito che nulla di ufficiale al momento era arrivato al comune di Enna. «Saremo pronti ad agire in maniera forte e a mobilitarci - afferma Sgroi - con ogni mezzo a nostra disposizione».

L'altro ipotetico sito dove collocare i rifiuti nazionali sarebbe quello della ex miniera di zolfo "Zimpalio", in località della frazione di San Giorgio ricadente fra i comuni di Agira e Assoro. A tal proposito, il sindaco di Agira, Rosario Sanfilippo, ha provveduto, anticipando i tempi, a spedire una raccomandata agli organi istituzionali nazionali fra i quali il presidente della repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, e il presidente del consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi.

«Si manifesta - scrive Sanfilippo - l'assoluta opposizione e indisponibilità dell'intera popolazione, del consiglio comunale, dell'amministrazione e mia personale al progetto di stoccare scorie radioattive presso il territorio comunale di Agira. Ci si riserva - continua il sindaco agirino - ogni opportuno provvedimento giuridico e di lotta, a tutela della salute dei cittadini e dell'intero territorio già fortemente penalizzato dalle difficilissime condizioni socio-economiche. Si sottolinea - conclude la lettera - che questo territorio ricade in zona sismica di seconda categoria e annovera molte zone naturali protette».

Ieri sera si è anche riunito il consiglio comunale di Assoro e sicuramente, fra i punti messi in discussione ma non previsto, sarà considerato il da farsi nel caso in cui il consiglio dei ministri decida per la Zimpalio come deposito delle scorie in sostituzione a Scanzano. «Questa notizia ci coglie di sorpresa - ci dice incredulo e preoccupato l'assessore comunale alle attività produttive di Assoro, Giuseppe Bannò - non ne sappiamo proprio nulla».

Un secco no alle scorie nucleari nell'Isola viene anche dal Fronte Nazionale Siciliano perché «ognuno deve tenersi nel proprio territorio le scorie che produce» e per questo il segretario Giuseppe Scianò propone il «federalismo nucleare». Alcuni giorni fa, sulla polemica relativa ai depositi nazionali di scorie radioattive, il presidente di Confindustria Sicilia, Ettore Artioli, aveva fatto anche lui riferimento al federalismo ed era stato abbastanza duro affermando che «è giunto il momento che anche il Nord paghi al Paese il suo prezzo ambientale per l'energia che assorbe e per i rifiuti che produce. Siano ubicati lì centrali nucleari, centrali inquinanti, depositi di scorie radioattive».

Angelo Severino



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Articolo inserito venerdì 28 novembre 2003 alle 21.24
I commenti a quest'articolo (1)
02/06/2009 08:25:13 - frenk
il nucleare non serve per dare energia ma per trasformare l'europa ed il nord-africa oggetto di sottomissione a pochi individui poco sani di mente . il problema del buco dell'ozono è risolvibile se l'europa si decide di dare aiuto al nordafrica nella realizzazione con piante adatte esempio agave yatropha arachide ecc... alla produzione di biocarburanti e pannellli solari . abbiamo ben 8 milioni di km2 da sfruttare dando lavoro a tanti cosi da evitare l'esodo di immigrazione in europa credo che l'europa con tutti i soldi che spenderebbe tra nucleare immigrazione e trasporto di scorie radiattive dovrebbe rivedre la sua poltica avventurista , non dimetichiamo se si coltivasse il desrto a causa delle piante il clima sarebbe piu mite .