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Non c’è futuro per i cristiani dell’Iraq

100 mila cristiani scappano scalzi dall'Iraq
Obama, intanto, valuta con molta calma se è il caso di intervenire!


Enna, 7 agosto 2014
- The Middle East Media Research Institute il 29 luglio ha messo online un video, con traduzione dall'arabo in inglese, di un sermone dell'imam marocchino Abd Al-Barr Al-Rawdhi predicato nella moschea Al Rahma di San Donà di Piave. "Allah contali uno a uno e uccidili tutti fino all'ultimo. Non risparmiarne neppure uno. Fai diventare il loro cibo veleno, trasforma in fiamme l'aria che respirano. Rendi i loro sonni inquieti e i loro giorni tetri. Inietta il terrore nei loro cuori". Per queste parole di odio religioso nei confronti degli Ebrei (ma ovviamente anche per i Cristiani) il ministro Alfano ha disposto l'immediata espulsione dal territorio nazionale dell'imam.



Allah contali uno a uno e uccidili tutti fino all'ultimo. Non risparmiarne neppure uno.


Questo accade in Italia, ma non dovrebbe accadere, mentre l'autoproclamato Califfato Islamico continua la sua strategia di terrore con decapitazioni, crocifissioni, reclutamento forzato di bambini e violenze su donne e ragazze. La fine del cristianesimo in Iraq si avvicina molto velocemente. Il cardinale Fernando Filoni riferisce all'Agenzia Fides che "i cristiani hanno dovuto abbandonare tutto, persino le scarpe, e scalzi sono stati instradati a forza verso l'area del Kurdistan". Il Vatican Insider scrive che "si può davvero dire che non c'è futuro per i cristiani in quella parte dell'Iraq dove la fede in Cristo era stata confessata fin dall'inizio". Con il passare dei giorni, e delle ore, si fa sempre più tragica la situazione dei cristiani irakeni, cacciati dalle loro case e dalla loro terra in seguito all'avanzata inarrestabile dei miliziani dello Stato Islamico. Sono questi profughi che l'Italia deve accogliere.



Fratelli, da parte di Allah vi do la buona notizia che lo Stato islamico sta realizzando la sharia di Allah in tutta la terra.


Da Baghdad la AsiaNews scrive che "nella notte fra il 6 e il 7 agosto i miliziani dell'Isis hanno attaccato con colpi di mortaio molti dei villaggi della piana di Ninive e che hanno assunto il controllo dell'area. I cristiani, 100mila circa, in preda all'orrore e al panico, hanno abbandonato i loro villaggi e le loro case con niente in mano se non i vestiti che avevano indosso. È un esodo, una vera via crucis, con i cristiani che a piedi, nella torrida estate irakena, scappano via. Fra loro vi sono anche malati, anziani, bambini e donne incinte". Obama, intanto, valuta con molta calma se è il caso di intervenire!

Redazione de L'Ora Siciliana




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Articolo inserito giovedì 7 agosto 2014 alle 21.33
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