A cura del movimento
politico e culturale "Per Una SICILIA INDIPENDENTE" - P.U.S.I.
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PRIMA DEL FEDERALISMO C'È LO STATUTO SPECIALE SICILIANO NELLA VERSIONE ORIGINARIA
E non la sua involuzione o, peggio, il dissolvimento in un'ambigua riforma federalista
27 agosto 2008 - Prima di parlare della inclusione della Sicilia nella riforma in senso federalista dello Stato, gli Indipendentisti del P.U.S.I. (Per Una Sicilia Indipendente) pensano che si debba procedere all'applicazione integrale dello Statuto Speciale di Autonomia, nella stesura originale di cui al Regio Decreto Legislativo del 15 Maggio 1946. Il fatto che alcuni articoli dello Statuto siano stati manomessi o disattivati o malamente applicati non deve essere considerata un'amnistia per tutti questi delitti politico-istituzionali di violazione dello Statuto stesso.
Delitti politico-istituzionali anche perché lo Statuto è parte integrante della costituzione Italiana, entrata in vigore, com'è noto, il primo gennaio 1948. È semmai un motivo in più per tornare alla chiarezza del testo originario dello Statuto di Autonomia, secondo l'interpretazione data in sede del "pactum" fra il Popolo Siciliano in armi e lo Stato italiano.
Anche il ripristino dell'Alta Corte va effettuato nei termini previsti dagli articoli 24, 25, 26, 27, 28, 29 e 30, al fine di dare all'Alta Corte la possibilità di assolvere alle funzioni che le sono proprie, finanche a quelle relative all'annullamento delle leggi dello Stato che violino lo Statuto, quanto meno per gli effetti che queste ultime avrebbero nell'ambito del territorio della Regione Siciliana. Fatto questo passo, l'eventuale passaggio al federalismo sarebbe una evoluzione dello Statuto e della sua funzione di autogoverno del Popolo Siciliano. E non una involuzione o, peggio, un dissolvimento.
Gli Indipendentisti e i Separatisti Siciliani di Enna sullo Statuto della Regione Siciliana
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