Per Una Sicilia Indipendente  
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Per Una SICILIA INDIPENDENTE

Antica bandiera dela Sicilia

La bandiera del Regno sotto 

Federico III




A cura del movimento politico e culturale "Per Una SICILIA INDIPENDENTE" - P.U.S.I.
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QUANDO UNA SPARUTA MINORANZA SINISTROIDE BOCCIA LA DEMOCRAZIA
Il fattaccio della Sapienza amareggia e preoccupa il Popolo Siciliano



17 gennaio 2008
- È corretto che una piccola minoranza, organizzata e intollerante, sequestri un'intera università, calpestando, non solo moralmente, i diritti e la coscienza democratica di tutti gli altri? E anche i sentimenti religiosi della maggioranza silenziosa degli studenti e dei docenti? Proprio perché convinti sostenitori del principio della laicità dello stato di diritto, gli Indipendentisti del P.U.S.I. (Per Una Sicilia Indipendente) ritengono che non possano passare inosservate quelle che sono le componenti fondamentali di un fenomeno, negativo, che affligge il mondo universitario in Italia, ormai da oltre mezzo secolo. E del quale la vicenda della Sapienza di Roma è soltanto un episodio.

Si tratta peraltro di un episodio che ha preoccupato e amareggiato i Siciliani che sono cattolici e anche quelli di altro credo religioso oltre che i laici democratici e quanti sono rispettosi dei principi costituzionali della libertà di pensiero e di religione e, possibilmente, anche di parola. Pur senza voler generalizzare, e nel rispetto delle opinioni altrui, ritieniamo che non si possano e non si debbano istituzionalizzare per le università le regole e le logiche (e spesso anche i metodi) prevalenti nella galassia dei militanti dei Centri Sociali, dei No Global e dei vari gruppi di estremismo fondamentalista di vario genere.

Allarme eccessivo? Non lo crediamo. Non dimentichiamo, infatti, che all'interno di alcuni atenei è stato imposto di gradire e di accettare le prediche di alcuni esponenti di specifiche aree culturali, ideologiche, politiche e religiose. Mentre è stato tassativamente e minacciosamente impedito di parlare a esponenti di taglio politico, culturale e religioso diverso dal pensiero unico che non ammette critiche né contestazioni. Metodi e logiche che i rispettivi promotori, pur perdendo a vista d'occhio credibilità, potrebbero tentare di rilanciare, sfruttando ogni pretesto e ogni occasione, soprattutto oggi che l'area ideologico-politica di appartenenza, bene o male, fa capo alla compagine governativa. O comunque riesce a trovare qui qualche riferimento.

Non si tratta insomma solo di un'altra bella palata di fango, come ha avuto il coraggio di dire un intelligente esponente della sinistra italiana commentando l'offensiva dei professori della Sapienza, ma anche di qualcosa di più grave. Quindi, solidarietà al Pontefice che è, comunque, riuscito a fare conoscere e apprezzare il suo pensiero. Solidarietà anche alla maggioranza degli studenti universitari che sono cattolici, i quali però, sia in Italia che in Sicilia, dovrebbero finalmente cercare di essere meno silenziosi, meno rinunciatari, meno omologati e meno omologabili ai sistemi dominanti.

Gli Indipendentisti e i Separatisti Siciliani di Enna per ogni libertà

 

 

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