A cura del movimento politico e culturale "Per Una SICILIA INDIPENDENTE" - P.U.S.I.
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LA SICILIA NON VUOLE LA "MUNNIZZA" ITALIANA
Mobilitiamoci per impedire che la Sicilia sia la pattumiera dell'Italia
13 gennaio 2008 - Mentre i fondamentalisti ambientali stanno a guardare e mentre i Presidenti delle Regioni considerate colonie dall'Italia sono allineati (e coperti) in nome degli inciuci e dei compromessi, è necessaria l'immediata mobilitazione del Popolo Siciliano e dell'opinione pubblica per impedire che la Sicilia continui a essere la pattumiera dell'Italia.
Gli Indipendentisti del Fronte Nazionale Siciliano "Sicilia Indipendente" non considerano per niente un onore il fatto che la Sicilia sia stata, con la Sardegna, una delle prime Regioni a ricevere la spazzatura di Napoli e dintorni. Si tratta, infatti, di un trattamento coloniale che la Regione Siciliana, il suo Presidente e l'Assemblea Regionale, in quanto istituzioni, avrebbero dovuto e potuto evitare. Se non fossero prevalse la cultura e la prassi politica della subordinazione ascarica al Governo centrale. Analoga considerazione vale per le altre istituzioni e per i partiti e gli uomini che le occupano. Siano essi di destra o di centro o di sinistra. Renato Soru in Sardegna e Salvatore Cuffaro in Sicilia, con i rispettivi comportamenti, confermano. Complimenti a loro! A questo punto occorre revocare deleghe e fiducia e mandato rappresentativo. La parola passa al Popolo Siciliano che non ne può più.
Occorre una mobilitazione generale e occorrono manifestazioni partecipate che prescindano dalle appartenenze politiche e partitiche specifiche e che mirino a condannare e a contrastare l'ennesima soverchieria che si consuma ai danni del Popolo Siciliano, dei suoi diritti, della sua dignità. Occorre una rivoluzione delle coscienze che delegittimi coloro che contrabbandano i diritti, il ruolo, le aspettative e le speranze del Popolo Siciliano, della Nazione Siciliana. In questo contesto, gli Indipendentisti del Fronte Nazionale Siciliano "Sicilia Indipendente" esprimono apprezzamento per quegli Indipendentisti che hanno dichiarato di volere effettuare lo sciopero della fame. E che certamente si adopereranno per far sì che lo sciopero stesso si svolga in luoghi nei quali sia possibile evidenziarne meglio le modalità e le finalità.
Il Fronte Nazionale Siciliano "Sicilia Indipendente" auspica altresì una più intensa campagna di sensibilizzazione e di coinvolgimento sui mass media, su internet, sui telefonini, sulla carta stampata, sul "passaparola" senza lasciare nulla di intentato. Senza però trascurare la priorità di scendere in piazza e sui luoghi degli attracchi o degli impianti e delle discariche più direttamente interessati. Anche per evitare che le operazioni e le grandi manovre della "munnizza" si svolgano senza voci di dissenso e senza le dovute contestazioni. Contestazioni che in Sicilia saranno civili e non violente, ma determinate e tutt'altro che teleguidate. Isolando gli esagitati, gli ultras e compagnie simili. E, diciamolo francamente, anche a prescindere dall'operazione "munnizza", vanno individuate le responsabilità di chi crea sfasci e disservizi.
In Sicilia ci aspettiamo qualche cosa in più dai tanti movimenti e partiti che dicono di essere indipendentisti, federalisti, sicilianisti, autonomisti e via dicendo e che si vantano di essere presenti nelle istituzioni. Non vogliamo, infatti, che stiano a guardare come fanno gli ambientalisti fondamentalisti. Ci aspettiamo sostanzialmente da loro adeguate contestazioni all'interno delle istituzioni stesse. E pubblicamente. Senza lasciarsi condizionare dalle cordate (di sinistra, di centro, di destra) delle quali fanno parte con o senza le poltrone. Al governo e all'opposizione.
Gli Indipendentisti e i Separatisti Siciliani di Enna dicono NO alla "munnizza" italiana
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