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La battaglia del 29 dicembre 1945
58 giovani eroi dell’Evis contro 3.000 soldati italiani

La battaglia del 29 dicembre 1945 a Caltagirone in località Monte San Mauro.
58 giovani eroi siciliani dell'Evis contro 3.000 soldati italiani ben armati.



Il cippo di Monte San Mauro in ricordo della battaglia dell'Evis
[Foto tratta da internet]

Era il 29 dicembre del 1945. A Caltagirone, in località Monte San Mauro, si svolse l'epica battaglia che coinvolse 58 giovani dell'Evis (Esercito Volontario per l'Indipendenza della Sicilia) guidati da Concetto Gallo e le truppe dell'esercito del Regno d'Italia, circa 3.000 uomini, comandate dal generale Fiumara dotate di mezzi e di armi pesanti. Fu un evento che ebbe riconoscimento politico anche in campo internazionale.

La battaglia si protrasse dalle 9 e 30 del mattino al tardo pomeriggio e si concluse dopo che Concetto Gallo aveva fatto defilare tutti i suoi uomini attraverso sentieri inaccessibili con lo scopo di restare solo ad affrontare, con il suo suicidio, la resa finale. Contravvenendo agli ordini dello stesso Gallo, due giovani "evisti", Giuseppe La Mela e Amedeo Bonì, restarono al fianco del loro comandante fino alla fine, rappresentata dalla cattura. Mentre il suicidio, tentato, non era riuscito.

Il giovane palermitano Raffaele Di Liberto fu tra i feriti più gravi dell'Evis e avrebbe perso la vita dopo un lungo e vano peregrinaggio da un posto all'altro in cerca di soccorso. A prescindere dal valore e dal coraggio dimostrato dai combattenti siciliani, quella battaglia, dal punto di vista prettamente militare, segnò certamente una sconfitta per l'Evis. Dal punto di vista politico e storico fu, invece, una grande vittoria anche per la risonanza e il riconoscimento riscossi in campo internazionale.

La guerriglia, comunque, continuò. Al punto tale da indurre il governo italiano ad aprire una trattativa con i dirigenti del Separatismo Siciliano, fra i quali Antonino Varvaro e Andrea Finocchiaro Aprile che, con Francesco Restuccia, erano stati internati nell'isola di Ponza.

Da quei fatti, tragici ma esaltanti, si passò a un "pactum", non troppo segreto ma significativo nel quale, fra i rappresentanti del separatismo armato e i rappresentanti del governo italiano, furono tracciati i contenuti e le peculiarità di quello Statuto Siciliano che sarebbe stato redatto per le vie istituzionali e che sarebbe stato, successivamente, legittimato formalmente con specifico decreto legislativo, sottoscritto dal Re d'Italia Umberto II e da tutti i componenti del governo italiano in data 15 maggio 1946.

Nel ricordare quell'evento, gli Indipendentisti Siciliani devono rendere omaggio al valore dei combattenti siciliani e cogliere l'occasione per denunziare la mancata applicazione integrale dello Statuto, lo svuotamento machiavellico dello stesso Statuto, la vanificazione concreta della specialità che lo caratterizza, nonché il tradimento unilaterale del "pactum", in forza del quale era stata abbandonata, da parte separatista, la lotta armata per l'indipendenza della Sicilia. Denunciare, altresì, l'asservimento della Sicilia agli interessi del Nord-Italia. Un asservimento ininterrotto dal 1860.

Nel ricordare quell'evento, gli Indipendentisti Siciliani devono stigmatizzare l'ascarismo, la corruzione e l'antisicilianismo della quasi totalità dei partiti e degli uomini che hanno governato la Sicilia da quel 15 maggio 1946 fino a oggi. E, infine, devono indignarsi per come la Sicilia sia ancora oggi, di fatto, una colonia interna dello Stato Italiano, con l'aggravante delle trame in corso miranti allo smembramento in due o tre regionicchie della stessa Sicilia.

Giuseppe Scianò




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Articolo inserito lunedì 29 dicembre 2014 alle 10.40
I commenti a quest'articolo (5)
20/12/2015 14:39:58 - Andrea Falco
Bisogna proclamare quel giorno Festa Dello Stato Sicilia , in commemorazione di quei patrioti eroici.
20/12/2015 16:05:55 - lorenzo gurreri
Salvatore Giuliano e quelli che spararono sul popolo a Portella della Ginestra facevano parte di quel gruppo di eroi?
23/12/2015 09:50:06 - Giovanni Frasca
Invito chiunque spari sentenze solo per sentito dire a mettere i pregiudizi da una parte e documentarsi meglio. La verità non si presenta mai con una sola faccia.
13/10/2016 14:55:15 - Giuseppe
bisogna fare i fatti , riprendiamoci il nostro diritto marciando su roma...
25/02/2017 04:12:33 - Davide
Sicilia indipendente e basta. Liberiamoci dal giogo di Roma.