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Il massacro della "Strage del pane" a Palermo

19 ottobre 1944: a Palermo una strage per soffocare la voce del Popolo Siciliano.
In via Maqueda i soldati italiani uccisero 24 persone e ne ferirono altre 158.


Nell'atrio di Palazzo Comitini, sede dell'amministrazione provinciale di Palermo, una sola lapide, collocata dopo mezzo secolo (nel 1994), ricorda i nomi delle 24 vittime, in maggioranza molto giovani, della strage avvenuta a Palermo, nella centralissima via Maqueda, il 19 ottobre 1944.

Il massacro, ricordato come "La strage del pane", avvenne a conclusione di una manifestazione pacifica e spontanea contro il carovita dopo che uno sciopero ufficiale dei dipendenti comunali era stato revocato. Era un corteo di gente civile, disarmata, con molte donne e bambini, che andava a dialogare con le autorità della prefettura.

Lungo la via, i manifestanti disarmati (qualcuno parla di oltre 4.000), che reclamavano pane e lavoro, incontrarono una cinquantina di soldati della Divisione Sabauda, con funzione di polizia per il servizio di ordine pubblico, attrezzati di fucili e di bombe a mano. In quegli anni il Popolo Siciliano era il nemico da tenere sotto controllo e con ogni mezzo, anche di tipo militare.

Eseguendo un ordine ben preciso, ma quanto crudele, i militari spararono ad altezza d'uomo e lanciarono bombe a mano. In pochi secondi, furono uccise 24 persone e ferite gravemente 158 e parecchie in modo leggero. La via Maqueda si tinse di colore rosso. Di rosso sangue. Di sangue siciliano innocente. La stampa di regime (nazionale e locale) ne parlò in modo superficiale e allo stesso tempo furono sequestrate le copie di altri giornali che, con coraggio e indipendenza politica, avevano pubblicato testimonianze e foto di ciò che realmente era accaduto a Palermo.

"Riteniamo che il miglior modo per onorare le vittime della strage di via Maqueda - sostiene Pippo Scianò del Fronte Nazionale Siciliano, Sicilia Indipendente - sia quello di lottare ancor di più per il recupero della verità, di tutta la verità. Allo stesso modo rivendichiamo il diritto ad avere giustizia per smantellare le tante ignobili congiure del silenzio e, peggio, le congiure delle manipolazioni dei fatti e delle prove diventate ricorrenti su tutte le grandi e tragiche vicende della Sicilia e in Sicilia".

Angelo Severino



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Articolo inserito lunedì 15 settembre 2014 alle 13.29
I commenti a quest'articolo (7)
15/09/2014 16:00:21 - Laura T.
Non sapevo niente di questa strage. È pazzesco.
15/09/2014 16:49:34 - mario
sono uno studente palermitano e ho concluso le scuole medie ma non ho letto mai nei libri ciò che è successo a palermo. domani vado a vedere la lapide. grazie.
20/09/2014 11:52:54 - francescofiore51
Abbiamo sempre e solo sentito parlare di PORTELLA DELLA GINESTRA.........VERGOGNA!!!!!!!!
22/09/2014 13:16:32 - siculo
Portella delle Ginestre? Tutto falso. Ci hanno detto tutte le menzogne possibili su quel primo maggio.
19/10/2014 20:30:44 - Domenico Mimmo Rando
Mio fratello Salvatore rimase vivo per un puro miracolo,torno a casa tutto sporco di sangue,uno degli uccisi gli cadde addosso !!!!!
04/01/2015 23:59:22 - Alessio Ferrante
anche mia nonna perse suo padre quel tragico giorno.. uscì per comprare le sigarette e non vi ritorno più a casa cacciatore vincenzo di anni 38..
15/04/2015 13:35:50 - ANDREA
i libri di scuola hanno insegnato le geste dell'ero dei due mondi ma mai ci hanno dato notizie sugli invasori sabaudi.....