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Le trivelle dell'inquinamento e dei tumori.

Negli anni '50 il petrolio diede speranza ai Siciliani.
Invece della ricchezza, ha regalato inquinamento e tumori.

9 settembre 2014
- In Sicilia si raffina l'80% del carburante consumato in Italia. Le riserve di idrocarburi stimate consentono quattro secoli di indipendenza energetica della Sicilia. Se l'import-export dell'Isola fosse di un Paese indipendente, l'incidenza dei prodotti petroliferi sarebbe quella di un medio paese dell'OPEC.

Il primo pozzo commerciale di petrolio italiano (circa un milione di barili) fu scoperto nel 1953 a Ragusa e oggi nella provincia iblea si estrae il 13% del petrolio greggio nazionale. La scoperta di quel giacimento consentì di sfruttare anche quello di Gela e quindi di creare nel 1959 un complesso petrolchimico per la lavorazione del grezzo estratto.

Da allora i Siciliani hanno reclamato inutilmente che ci fosse un equo risarcimento per il danno provocato dall'inquinamento prodotto dagli impianti petroliferi nell'Isola. Se da un lato lo Stato italiano ha ottenuto ricchezza, dall'altro lato il Popolo Siciliano non ha conseguito alcun vantaggio.

Nel 2000 i senatori di centro destra (minoranza) presentarono il disegno di legge per ridurre il carico fiscale sui prodotti petroliferi nella Regione Siciliana. Il progetto fu però insabbiato dalla maggioranza di centro sinistra.

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Redazione de L'Ora Siciliana



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Articolo inserito martedì 9 settembre 2014 alle 19.53
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