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Il mistero delle bottiglie d'acqua
in Via Colajanni a Enna
Il Cobra

Il mistero delle bottiglie d'acqua
in Via Colajanni a Enna



Dal diario di bordo del 6 luglio 2014
- Da qualche giorno sono apparse misteriose bottiglie di plastica piene d'acqua in Via Colajanni, nel centro storico di Enna. Questa mattina sono andato nella vaneddra per vedere con i miei occhi quello che la gente ripeteva da una settimana. Minchia! L'ho detto così forte che una mezza dozzina di mici pigramente sdraiati al sole sono subito sgattaiolati. Lì per lì non ho compreso, sinceramente, il motivo di questa insolita sceneggiatura. Ho cominciato a capirlo appena le mie narici hanno iniziato a far penetrare l'odore ripugnante di pisciazza (urina in italiano) umana nelle mie vie respiratorie. Allora ho afferrato il significato di quelle misteriose bottiglie piene di acqua appese al muro. D'istinto ho messo la mia mano sinistra in viso a mo' di mascherina per attutire il fetore che mi attorniava. A voi non capita mai di far così?

Nella vaneddra di cui stiamo parlando e che porta il suo nome, vi è la casa dove nacque e morì l'illustre scrittore e deputato Napoleone Colajanni (è ricordato per avere nel 1893 denunciato al parlamento del primo governo Giolitti lo scandalo della Banca Romana). Non ricordate questa vicenda della storia italiana? Non importa. Ritorniamo alle nostre misteriose bottiglie. I residenti del vicolo, che da indiscrezioni sembrerebbero, e lo sono, delle persone di squisita gentilezza e sempre pronti a collaborare con tutti e specialmente con chi produce queste lunghe scie di pisciazzate, hanno predisposto degli sciacquoni mobili, fai da te, pronti all'uso. Minchia! Pisciate? Almeno tirate lo sciacquone! Avranno più volte esclamato vedendo maschietti e femminucce, senza alcun pudore fra loro, fare la pipì all'aperto.

Ma c'è dell'altro. Chi abita nella zona, che è nel centro storico alle spalle della piazza principale di Enna, è esasperato non soltanto delle pisciate ma anche della sporcizia e del fracasso creato dai numerosi ragazzi e ragazze che la sera fino a tardi bivaccano lungo tutto il vicolo. Diverse volte è intervenuta la Polizia ma, dicono giustamente i residenti, è una questione di maleducazione e di civiltà. E mentre ero lì, ho dato uno sguardo in giro e così ho notato che in Via Colajanni tutte le parti finali delle grondaie in plastica non esistono più. Sono state distrutte per divertimento, mi dicono, da questi ragazzi che ora hanno iniziato anche a dare calci alle porte delle abitazioni per rovinare anche queste. Minchia! Per ciò che ho visto arriccio il naso e con l'indice della mano destra mi gratto il naso in segno di angoscia. A voi non capita mai di far così?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 40012/11, ha stabilito che urinare in luogo pubblico è reato a prescindere dal fatto che la condotta possa essere stata messa in atto in un luogo buio e appartato. Ricordiamo che la multa per la pipì pubblica è di ben 2.500 euro.
I ragazzi e le ragazze che rovinano le porte e pisciano in Via Colajanni non lo facciano più perché il luogo, e la fonte è affidabile, potrebbe essere videosorvegliato. Mia nonna Carmela, pace all'anima sua, diceva spesso "purci e-mmariti cumu si nzìgnanu si nni vanu" (porci e mariti così come sono abituati vivono). E voi, ragazzi e graziose fanciulle che pisciate a due passi dalla casa del fu Napoleone Colajanni (abbiate rispetto, almeno per lui) abituereste i vostri figli (quando e se li avrete) a essere dei porci? Minchia! Quando ci vuole, ci vuole! Alla prossima, amici miei carissimi.

Periscopio è a cura del Cobra

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Articolo inserito domenica 6 luglio 2014 alle 20.14
I commenti a quest'articolo (1)
07/07/2014 19:44:32 - Peppino
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