Le notizie di domenica 21 dicembre 2003


REGALBUTO, IN FIN DI VITA PER UN POSTEGGIO
Una persona è in prognosi riservata e un'altra in carcere
Angelo Severino

Regalbuto (En), 21 dic. - Per aver parcheggiato l'auto dove non doveva, una persona è ricoverata in prognosi riservata al "Garibaldi" di Catania e un'altra si trova al carcere di Nicosia. L'increscioso episodio ha avuto inizio venerdì sera a Regalbuto nel momento in cui Gaetano Saitta (nella foto), pregiudicato di 32 anni, ha trovato il posto, dove solitamente lascia l'auto, occupato da Vincenzo Todaro, pensionato di 66 anni.

Tra i due è subito scoppiato un litigio anche perché l'anziano sosteneva che lì non vi era nessuna proprietà privata o alcun vincolo di posteggio. Dalle parole si sarebbe subito passati alle mani e in questo frangente, spinto dal Saitta, il Todaro avrebbe perso l'equilibrio e sarebbe caduto a terra battendo violentemente la testa procurandosi un trauma cranico con fuoruscita di sangue dall'orecchio.

Soccorso da un'ambulanza del 118, Todaro per le sue condizioni giudicate gravissime è stato trasportato d'urgenza al nosocomio catanese dove i medici a tuttora non hanno ancora sciolto la prognosi. Secondo alcuni testimoni presenti alla lite fra i due, il genero del Todaro, arrivato quando il suocero stava a terra svenuto, avrebbe cercato di aggredire il Saitta, ma è stato bloccato dai presenti e dagli stessi carabinieri che nel frattempo erano arrivati sul posto.

Mentre il ferito veniva sistemato su una barella e caricato sull'ambulanza, lo stesso Saitta, in preda a un forte stato d'ansia e per aver anche lui riportato alcune contusioni durante la lotta, saliva in auto e si dirigeva verso Catania per farsi visitare al pronto soccorso del "Garibaldi". Qui i medici gli hanno riscontrato leggeri traumi e lo hanno dimesso. I carabinieri hanno atteso che l'uomo finisse di essere medicato e poi lo hanno arrestato. Le manette sono scattate ai suoi polsi in considerazione della grave condizione in cui si trova il Todaro.

Ricondotto a Regalbuto il Saitta, dopo le formalità di rito presso la locale caserma, è stato quindi associato presso la casa circondariale di Nicosia per essere ascoltato dal magistrato che probabilmente domani stesso lo interrogherà e deciderò se confermare o meno il suo arresto. Come difensore di propria fiducia, Saitta ha scelto l'avvocato Avila del foro di Catania.

Angelo Severino  


Articolo inserito domenica 21 dicembre 2003 alle 16.10

AVVOCATI SCOMPARSI, ASSEGNATO A ENNA IL PREMIO
È andato al giovane avvocato di Aidone, Lorenzo Minacapilli
Redazione EnnaOnLine

Enna, 21 dic. - A conclusione del seminario sul nuovo processo societario è seguita, sempre organizzata dall'Ordine degli avvocati di Enna, la cerimonia di consegna del Premio annuale alla memoria degli avvocati scomparsi e iscritti all'Ordine di Enna dedicato, per l'anno 2003, all'avvocato Ignazio De Maria, già Presidente dell'Ordine ennese.

Il Premio è stato consegnato dalla prof. Rosa Spampinato, vedova dell'avv. De Maria, all'avv. Lorenzo Minacapilli di Aidone per la migliore votazione conseguita da un giovane avvocato all'ultima sessione di esami, conclusasi nell'anno 2003, presso la Corte di Appello di Caltanissetta.

La finalità del premio, recentemente istituito dall'Ordine degli avvocati di Enna, è quella di onorare annualmente la memoria degli avvocati già iscritti all'Albo di Enna affinché «i loro insegnamenti siano tramandati e il loro ricordo valga a ispirare i giovani avvocati che si accingono a iniziare la professione forense».

Nel messaggio di saluto dell'avv. Salvatore De Maria, figlio dell'avv. Ignazio De Maria, letto dall'avv. Giuseppe Spampinato, è stato ricordato che l'occasione di ricordare la memoria dell'avv. De Maria «costituisce una spinta a un maggiore impegno professionale e al rispetto della deontologia forense alla quale, nel corso di tanti anni, si è ispirata l'opera dell'avv. De Maria riuscendo ad affermarla e insegnarla anche in virtù del suo ruolo di presidente del Consiglio dell'Ordine».



Lorenzo Minacapilli, Rosa Spampinato e Mario Mangiapane

Alla cerimonia di consegna del premio erano presenti anche la prof. Mariella De Maria e la prof. Angioletta De Maria, figlie dell'avv. Ignazio De Maria. L'Avv. Giuseppe Spampinato ha quindi tratteggiato la figura e l'opera dell'avvocato De Maria precisando che egli «dedicò tutta la sua vita all'avvocatura, simbolo di libertà, strumento indispensabile di giustizia, insegnandoci che l'opera dell'avvocato è degna di rispetto tutte le volte che sorge il bisogno di essere difesi».

L'avv. Ignazio De Maria nacque a Centuripe, studiò a Catania dove si laureò e iniziò a esercitare la professione di avvocato. Nel 1934 confluirono nell'Albo degli avvocati di Enna, di recente istituzione, l'avv. De Maria assieme ad altri 23 Avvocati della provincia di Enna già iscritti negli Albi di Catania e Caltanissetta. Nasceva così l'Ordine degli avvocati di Enna dopo che il 6 dicembre 1926 era stata creata la provincia di Enna e dopo che nel 1929 era stato istituito il Tribunale di Enna.

L'Avv. Ignazio De Maria fu un avvocato che esercitò con fermezza e competenza la professione, esordì nella difesa delle classi più deboli, dei lavoratori, ma la sua attività professionale fu costante ed estesa al campo civile e a quello penale, sino al momento della sua morte. Fu eletto più volte presidente dell'Ordine degli avvocati di Enna, carica che mantenne per molti anni sino a poco prima della sua morte avvenuta il 16 giugno 1967. Le Sue difese erano sempre appassionate.

Coloro che lo conobbero direttamente, prosegue l'avv. Spampinato nel suo discorso, e furono suoi allievi, hanno detto che l'Avv. De Maria «concepì l'esercizio della professione forense quasi come una missione. Egli svolse un lavoro continuo di difesa dei propri clienti, dando loro la sensazione e la prova di non essere mai soli dinanzi al giudice; comprovò così che la solidarietà tra difeso e difensore è l'aspetto più sublime e più umano della professione forense».

L'Avv. De Maria fu inoltre, nell'immediato dopoguerra, presidente del Comitato provinciale di Liberazione, consigliere e assessore del Comune di Enna, componente del consiglio di amministrazione dell'Ospedale "Umberto I" di Enna. Le sue particolari competenze professionali e la sua passione per l'avvocatura lo portarono a impegnarsi sempre coerentemente, anche come presidente dell'Ordine degli avvocati di Enna, partecipando ai congressi nazionali forensi. Si batté per la tutela di valori essenziali e fondanti dell'avvocatura quali lealtà, indipendenza, dignità, preparazione, rigore morale, deontologia forense.

«Per gli avvocati di Enna e provincia, l'attività e la figura dell'avv. Ignazio De Maria - ha precisato l'Avv. Spampinato - costituiscono un esempio, un sicuro punto di riferimento, non solo per coloro che furono suoi allievi diretti ma anche per le generazioni successive, evidenziando la gratitudine per il patrimonio di valori trasmessi agli avvocati di Enna».

«La manifestazione promossa dall'Ordine degli avvocati di Enna - ha concluso l'Avv. Giuseppe Spampinato - consente infatti, sia attraverso la valorizzazione della formazione permanente, sia mediante la istituzione del premio alla memoria degli avvocati, di maturare la consapevolezza e la coscienza del ruolo professionale degli avvocati e dei valori eterni dei quali sono custodi».  


Articolo inserito domenica 21 dicembre 2003 alle 15.49

ENNA, SUL NUOVO PROCESSO SOCIETARIO
Il seminario organizzato dall'Ordine avvocati di Enna
Redazione EnnaOnLine

Enna, 21 dic. - Il Consiglio dell'Ordine degli avvocati di Enna (composto dagli avvocati Mario Mangiapane, Nunzio Cacciato, Gianpiero Cortese, Marco Di Dio Datola, Alessandro Faraci, Francesca Lo Giudice, Santi Mastroianni, Marcella Polizzotto e Giuseppe Spampinato) ha organizzato lo scorso venerdì mattina presso il Palazzo di Giustizia di Enna, alla presenza di un folto e qualificato pubblico di magistrati e avvocati, il primo incontro di aggiornamento professionale per tutti gli operatori del diritto in previsione della imminente entrata in vigore (dal 1 gennaio 2004) della riforma di diritto societario sostanziale e processuale (decreti legislativi 5 e 6 - 2003).

Il convegno è stato dedicato in particolare al "Nuovo processo societario - Il processo di cognizione". Ha relazionato il prof. Salvatore Ziino, docente di Diritto processuale civile presso il Consorzio Universitario Ennese.

Il presidente dell'Ordine degli avvocati di Enna, Mario Mangiapane, nell'introdurre i lavori ha precisato che la formazione professionale degli avvocati è, infatti, uno dei programmi fondamentali dell'attività dell'Ordine di Enna, non soltanto per le finalità didattiche della scuola forense, di recente istituzione finalizzata alla preparazione dei praticanti avvocati all'esame di abilitazione, ma anche e soprattutto per la qualificazione permanente degli avvocati.

L'importanza della riforma del processo societario, ha proseguito l'avv. Mangiapane, non è costituita soltanto dalle novità introdotte dalla riforma ma anche dal fatto che essa, probabilmente, costituirà il banco di prova per la prossima integrale modifica di tutto il processo civile. Nel prossimo mese di febbraio 2004 l'Ordine degli avvocati di Enna ha previsto un secondo convegno di studi sul tema "Processo societario - Procedimenti cautelari e sommari".

Nel discorso di saluto pronunziato dal procuratore della Repubblica di Enna, dott. Salvatore Cardinale, sono state espresse parole di apprezzamento per l'iniziativa dell'Ordine degli avvocati di Enna, che ha contribuito alla creazione e inaugurazione di una nuova sala conferenze all'interno del Palazzo di Giustizia di Enna, nella certezza che il programma di incontri di studio contribuirà a migliorare sia il dialogo sia la crescita professionale di avvocati e magistrati. Anche il presidente del Tribunale di Enna, dott. Giovanni Miccichè, ha evidenziato la positiva novità dell'iniziativa dell'Ordine degli Avvocati di Enna.



Il presidente dell'Ordine, Mario Mangiapane

Il relatore prof. Salvatore Ziino ha quindi tenuto una chiara e approfondita relazione sul processo di cognizione societario, evidenziando le principali novità introdotte sia in tema di notifiche (via fax e via internet), sia nel campo degli atti processuali (scambio preliminare di atti difensivi che devono contemplare sin dall'instaurazione del giudizio tutte le domande, difese, eccezioni e richieste istruttorie, tutte le prove e tutti gli atti e documenti ai quali si vuole fare riferimento).

La riforma, ha proseguito il prof. Ziino, è destinata a dare una notevole accelerazione al processo civile. La novità principale è costituita dal fatto che il giudice svolge il suo ruolo solo in un secondo momento, dopo che le parti hanno proposto l'istanza di fissazione di udienza, quando ritengono la causa matura per la ammissione delle prove o per la decisione, cosicché si salteranno tutte quelle udienze preliminari e di trattazione, momenti che l'attuale codice di procedura civile prevede obbligatoriamente prima che il giudice si pronunzi sulla ammissibilità delle prove o prima che il giudice ritenga la causa matura per la decisione.

Con la riforma, ha concluso il relatore, il ruolo dell'avvocato sarà ancora più impegnativo e predominante, essendo necessario dedicarsi totalmente e costantemente, sin dall'inizio della causa, allo studio di essa e alla predisposizione degli atti di causa e alle strategie di difesa. È seguito un interessante e vivace dibattito al quale hanno partecipato avvocati e magistrati.  


Articolo inserito domenica 21 dicembre 2003 alle 15.17